giovedì 25 settembre 2008

L'albatros


Maledetta salsa! Nel senso del ballo non del condimento.

Quando ero a NYC ho conosciuto una ragazza colombiana: alta, curvilinea, con i capelli mossi ed un bellissimo sorriso. Insomma un bel vedere. Frequentava con me il mio corso d'inglese, quindi avevo la possibilità di incontrarla tutti i giorni ed anche di pranzare con lei.

Le ho fatto una corte spudorata, sempre da galantuomo, naturalmente. Le portavo i libri, l'accompagnavo alla metropolitana ed ero sempre gentile con lei. C'era un certo feeling tra di noi, ma le occasioni per restare soli erano veramente scarse, inoltre un altro fattore mi giocava contro. La logistica. Lei, infatti, abitava nel punto più remoto di NY a quasi 35 km da Manhattan, quindi le era praticamente impossibile uscire la sera, di conseguenza non avevo nessuna possibilità di invitarla a cena.

Dopo un mese buono lei mi dice:"Mi piacerebbe uscire questo sabato. Ma non riesco a tornare a casa, insomma mi servirebbe un posto dove passare la notte... Mi ospiti tu?". Io mantengo il sangue freddo e dico con la faccia seria e noncurante:"Of course. It's not a problem at all".

A quel punto rimaneva soltanto da organizzare la serata. Io avrei preferito un disco pub o una roba del genere, mentre invece a qualche cazzone gli e' venuto in mente di andare a ballare la salsa.

Maledetta salsa!

Lei si presenta bella come il sole ed inguainata in un vestito sgragiante e generosamente scollato.
Io cerco di mantenere un profilo basso, chiacchero, vado al bar e cerco di tenermi lontano dalla pista da ballo. Lei dopo un quarto d'ora mi viene a cercare e mi invita a ballare. Io protesto dicendo di essere un assoluto neofita e lei si offre di insegnarmi.

Un passo indietro ed una precisazione. La salsa in Colombia è una specie di religione, tutti sanno ballare e tutti lo fanno da dio.

Insomma cominciamo a ballare e lei mi bisbiglia i consigli nell'orecchio, questo sarebbe in generale bastato a fregarmi la concentrazione, ma quella sera ce la stavo mettendo tutta per non perdere il controllo e focalizzarmi sulla danza. Non stavo andando male fino a quando, lei non fa scivolare la mia mano sui suoi fianchi e mi consiglia di guardare i suoi piedi.

E' stato come guardare in fondo al burrone mentre si sta attraversando un ponte tibetano. Lei è anche stata paziente, ha cercato di aiutarmi, ma io ho inanellato più sconfitte in quei dieci minuti che in una intera stagione di calcio nella squadra dell'oratorio.

Inutile dire come e' andata a finire.

Il problema non è che mi manca la coordinazione o il senso del ritmo, il problema sono limiti imposti dal ballo stesso. I passi standardizzati soffocano la mia fantasia, ho bisogno di essere libero nel ballare, ho bisogno di avere spazio per sfruttare il mio potenziale.
Io sono come l'albatros, il principe delle nuvole, che abituato alla tempesta rido dell'arciere ma quando sono esiliato sulla terra fra gli scherni non riesco a camminare con le mie ali da gigante.


L’ALBATROS

Per dilettarsi, sovente, le ciurme
Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
il bastimento che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti,
le candide e grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, come è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
mima.

Come il principe delle nubi
è il poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni ,
le sue ali di gigante gli impediscono di camminare


Charles Baudelaire

6 commenti:

carlo ha detto...

Ale ma cosa mi combini
tu .... il Tony Manero della bassa brinaza dalle movenze sinuose con l'agilità di un ghepardo
ma purtroppo con gli ormoni grossi come un T-Rex (e forse anche altrettanto aggressivi)
Ti ricordi la mitica notte in discoteca da Michela ?
solo cosi potevamo farcela in quell'ambiente
Lascia perdere il ballo non è il tuo sport buttala più sull'intellettuale e avrai più possibilità
P.S. Fanculo anche l'albatros ti ricordo che eri soprannominato il GATTO di MARMO

il grande lebowsky ha detto...

Tu sei un orso al quale hanno sparato alle gambe. Fattene una ragione

PS
Non ho tempo di rispondere al tuo posto sul processo Mills. Però quando fai lo "zucconi di sant'agata" mi fai veramente frullare le palle. vabbé appena mi torna la voglia di scrivere ti rispondo. Magari ti chiamo su skype

Marcello Novelli ha detto...

AMARCORD
La salsa in Colombia e' una sorta di religione... ma vai a cagare. Ti ricordi dove hai iniziato a ballare? Eh? Te lo ricordi?
Estate 1996, Festa dell'Unita' di Monte San Savino, 3 ore di balli al ritmo "Evviva la figa", che poi era la vita, dopo 80 chilometri in bici sulle colline tra Arezzo e Siena. Lo so che ti ricordi, tu non volevi neache cambiarti la maglietta tra la bici e il ballo.
/AMARCORD

carlo ha detto...

Cazzo teruzzone questa volta solo calci nel sedere sia da destra che da sinistra
possibile che non ci sia nemmeno una signorina che arrivi in tuo soccorso
dove siete tutte ...... stronzette

ciao Ale
ci si vede a casa

Valeria B ha detto...

Ale....va bene la salsa...
Ma a te sarebbe piaciuta veramente alla fine una che si affida alla salsa come unico citerio per la validita' un uomo??
Lo so che la risposta e' si', ma volevo solo farti riflettere!!

E poi se tu continui a trattarle male, queste povere ragazze, il supplizio del Tantalo Salsero e' l'unico che ti meriti :P

FlightAddicted ha detto...

mi sento di fare un appunto dicendo che si cammina perche' ci hanno insegnato a camminare, altrimenti alcuni camminerebbero ancora a 4 zampe !!! lo stesso e' per la salsa... e una volta imparato puoi scegliere come ballare...

The Giggio