Ho visto due suoi film ultimamente: "Flag of our fathers" e "Gran Torino". I film apparentemente sono molto diversi, ma dopo qualche tempo penso che il vero protagonista sia lo stesso.
L'America.
L'America della guerra contro l'impero del sol levante e l'America delle periferie multietniche dei giorni nostri.
I film mi sembrano speculari, nel primo si smaschera il mito della nazione portatrice di liberta' e si racconta quanto il denaro sia alla base della societa' americana.
Gran Torino pesca nella diffidenza e nella tensione di un sobborgo multietnico e racconta il percorso di redenzione di un vecchio razzista. Compiendo in un certo senso il percorso inverso rispetto al primo. Trovando il bello (in senso estetico e metaforico) anche nel meno probabile dei luoghi.
Tra questi due film ho letto "Pastorale Americana". Libro eccezionale. A mesi di distanza continuo ad apprezzarne sfumature. Anche qui il protagonista e' l'America o meglio "il sogno americano". Attraverso le vicende di un uomo di successo ed apparentemente normale, Roth ci racconta la storia dimenticata e il sogno tradito.
Il libro parte da una visione buonista della realta', cresce evidenziando cattiveria e violenza come fenomeni endemici del nuovo continente e termina raggiungendo l'amara consapevolezza che non c'e' pace in terra per gli uomini di buona volonta'.
Neanche nella terra promessa: l'America.
2 commenti:
Pensando a Eastwood la prima cosa che mi viene in mente e' che: "il mondo e' diviso in due, chi ha la pistola e chi scava. E tu scavi.".
Pensando all'America mi vengono in mente gli spazi infiniti e le infinite possibilita'.
che del clint un grande.
quando un uomo con la pistola incontra uno con il fucile.
quello con la pistola è un uomo morto
piermario
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