giovedì 30 dicembre 2010

Mistero buffo


Mia Madre parla una lingua sua, e quando dico sua, intendo tutta sua. Non è certamente italiano, ma non è neache milanese. E' una sorta di miscuglio piacevole all'orecchio, colorito e affascinante. Un carosello di parole dove la struttura e la cadenza è dialettale, ma molti nomi ed alcuni verbi sono italiani o per lo meno italianizzati. Il suo vocabolario è come un carotaggio geolico della memoria: ci sono gli strati più profondi con le parole che vengono dall'infanzia contadina (il melgun ed il fameil); poi arriva il boom economico degli anni sessanta con le nuove parole tecnologiche (il frigor, il mangianastri ed il giradisci) ma anche quelle che scaturiscono dalla nuova quotidianità (come fattura o SIP che rimarrà sempre tale anche dopo l'avvento di Telecom). 

Negl'anni settanta l'italiano comincia a prendere il sopravvento, un po' perché con i figli non si parla il dialetto ed un po' perché la società comincia a trattare con vergogna le proprie origini. Vent'anni dopo arriverà la Lega Lombarda a farsi paladina delle tradizioni, spingendo molti a vergonarsene ancora di più. Gli anni ottanta sono quelli della Milano da bere, ma i nuovi termini inglesi non fanno breccia, rimane qualcosa preso in prestito dalla politica come pentapartito o scala mobile. Ad onor del vero mia madre non l'ha mai azzeccato come pronunciare il nome del mascalzone dal garofano rosso, me la ricordo come se fosse ieri dire:"Ahh, quel Crassi lì".

Gli anni novanta portano il computer, ma anche i nipoti e quindi il dizionario si ringiovanisce, come mia madre del resto. Un bel nipotino vale dieci anni in meno sulla carta d'identità.
Quando ero bambino, ogni tanto sospirava con aria scherzosa:"vi lascio qui e vado a San Remo". A San Remo ci era stata da bambina, durante lo sciopero dei braccianti, quando molti bambini sono stati allontanati dalle famiglie per evitargli di patire la fame. Per 40 anni San Remo è stato il posto più esotico che ha visitato. Poi arrivano in nipoti e BAM! Comincia la rumba: Sardegna, Egitto, Canarie, Venezia, Maldive e Londra. Con i viaggi arrivano altre parole: "ceck in", "trollei", "inbarco" e "tavor". Perché "tavor"? Il primo viaggio in aereo è stato piuttosto tranquillo dopo un paio di pasticche. 

Gli anni duemila sono quelli dei cartoni animati e dei termini medici. I primi per i nipoti cresciuti ed i secondi per gli acciacchi che cominciano arrivare.

Mi dispiace di aver reso solo parzialmente l'idea di quella che alle mie orecchie è una dolce, sgrammaticata,ma comunicativa sinfonia. 

Il nostro linguaggio dice molto di noi, è il risultato delle nostre esperienze. Non sarà che lo specchio della nostra anima, passi per la nostra favella invece che dai nostri occhi?

giovedì 23 dicembre 2010

Comunicazione di servizio

Stasera torno in Italia (tempo permettendo) e ci sto fino al 28 dicembre. Spero di incontrare molti di voi e potervi fare gli auguri di persona. Per quelli che non riusciro' a vedere spero che bastino quelli informatici.

Auguri di cuore per un  buon Natale ed un felice anno nuovo.

martedì 7 dicembre 2010

Ci sentiamo tra un po'

Buongiorno miei cari, il trasloco e' andato bene, ma ci sono rimaste un sacco di cose da fare. Nella nuova casa non abbiamo ancora la connessione a internet, quindi per qualche giorno non credo che potro' scrivere sul blog.

Non preoccupatevi torno presto.

Colgo l'occasione per salutare Pietro che e' stato il nostro primo ospite. Sembra che siamo gia' prenotati fino alla befana! Se volete venirci a trovare dopo, fatevi sentire.

A presto.

domenica 21 novembre 2010

Teoria o pratica


Sono sempre stato un teorico cresciuto in una famiglia dal senso pratico. Adesso che abbiamo le chiavi della nostra nuova casa vorrei aver passato più tempo a far "pratica" e meno tempo a "teorizzare".

Insomma per farla breve: teoria o pratica? Voi cosa votate?

lunedì 15 novembre 2010

Debito


domenica 7 novembre 2010

Comunicazione di servizio

Miei cari, settimana prossima torno a Milano, arrivo venerdì sera (tardi) e riparto domenica a metà pomeriggio. Quindi l'unico giorno disponibile è sabato. Vi va una pizza?

Fatemi sapere.

mercoledì 3 novembre 2010

L'Orrore


Chiudete gl'occhi. Fate uno sforzo e provate ad immaginarvelo. Un vecchio incartapecorito, dalle orecchie pendule, il sorriso stampato e il cazzo chimicamente duro che accarezza vostra figlia o vostra sorella. Non preoccupatevi per vostra moglie: lei è quasi sicuramente troppo vecchia per essergli gradita.

Tempo fa provavo stupore, non capivo il perché del suo successo elettorale. Poi ho maturato una curiosità ed ho cercato le cause, ma gli eventi degli ultimi mesi hanno superato qualunque livello. Non scriverò mai più di questo argomento perché l'Italia è un paese senza speranza. Mi dispiace io provo orrore per i suoi sostenitori.

Provo orrore per i superficiali che votano senza informarsi. 
Provo orrore per i puttanieri che a mignotte ci vanno e pensano che non ci sia niente di male.
Provo orrore per i furbi: individualisti e meschini non si accorgono che stanno rubando la vita ai loro figli. 
Provo orrore per gli orgogliosi che fanno fatica ad ammettere di essere stati ingannati.
Provo orrore per i negazionisti che uccidono l'intelligenza pur di giustificarlo.
Provo orrore per gli alleati, che in silenzio accettano tutto per avere un tozzo di pane.

Provo orrore per un paese che ritiene un personaggio esecrabile, non per la sua erotomania, ma per la completa mancanza di profondità umana e senso di giustizia, un uomo indispensabile per il suo futuro. 

Provo orrore per questa Italia: schiava per scelta e non per coercizione. 

Immaginatevelo che accarezza vostra figlia, cinquemila euro per una notte e magari un futuro da assessore regionale sono una delle migliori prospettive che il nostro paese può offrire.

Provo orrore per voi che lo votate. Berlusconi non mi suscita più alcuna rabbia, molta indifferenza e a volte anche un po' di pena.